C’era una volta… la TV dei ragazzi:
Rubrica nostalgie a cura di Roberto Rippa & Mario Verger
Tg1 Tam Tam: «Heidi, Goldrake, Harlock and Co.» – 5/Aprile/1979
feb 23rd, 2010 di Cinemino
C’era una volta… la TV dei ragazzi:
Rubrica nostalgie a cura di Roberto Rippa & Mario Verger
Tg1 Tam Tam: «Heidi, Goldrake, Harlock and Co.» – 5/Aprile/1979
feb 15th, 2010 di Roberto Rippa
Più spionistico all’italiana – genere molto in voga negli anni ’60 – che ricalco di James Bond (anche se i riferimenti ai film ispirati alla creatura di Ian Fleming non mancano), questo Altin çocuk (Golden Boy) di Memduh Ün narra di un agente segreto (interpretato da Göksel Arsoy) impegnato a salvare la Turchia da uno scienziato pazzo e crudele che vorrebbe spazzarla con un’esplosione nucleare.
Gli elementi sono quelli classici del genere: un cattivo pelato e senza scrupoli (l’esperto nei ruoli di cattivo Altan Gunbay), travestimenti, tortura, inseguimenti e donne spesso discinte, pronte a gettarsi senza remora alcuna tra le braccia del nostro eroe. Produzione più ricca dei suoi coevi turchi del genere, il film di Ün inizia con una lunga scena di spogliarello e prosegue con una situazione che sempbra tolta di peso da Thunderball (Thunderball – Operazione tuono di Terence Young uscito appena l’anno precedente).
Scritto dal prolifico Bülent Oran (250 sceneggiature scritte tra il 1952 e il 1988, con una media di quasi 7 l’anno), diretto da Memduh Ün (in seguito regista di Cellat, anch’esso pubblicato da Onar), si tratta ovviamente di un film che ricalca un genere e lo fa con mezzi infinitamente minori (mi riferisco agli spionistici italiani dell’epoca), ma la prevedibilità della storia non entra mai in conflitto con il piacere di seguirla, e il nostro eroe è divertente e disinvolto, sia quando si tratta di eliminare i nemici che quando deve rotolarsi tra le lenzuola con qualche conquista francamente non troppo difficile.
Ennesimo esempio di cinema commerciale a bassissimo costo che fa di necessità virtù (e ricalca spudoratamente opere più ricche realizzate altrove), il film di Memduh Ün è imperdibile per tutti gli appassionati di cinema di genere.
La tiratura limitata in sole 500 copie e il prezzo decisamente contenuto del DVD pubblicato da Onar Films ne fanno un acquisto più che consigliato.
Altin çocuk (Golden Boy, Turchia, 1966)
Regia: Memduh Ün
Sceneggiatura: Bülent Oran
Interpreti principali: Göksel Arsoy, Sevda Nur, Altan Günbay, Papatya Alkaya, Meriç Basaran, Hasan Ceylan, Bilal Inci, Haydar Karaer, Gamze Öz, Kaya Volkan, Reha Yurdakul
86’
DVD
Probabilmente la migliore pubblicazione della Onar ad oggi a livello di qualità sia audio che video, il film presenta certamente qualche difetto, nella forma di graffi e spuntinature, ma calcolando la produzione realizzata con mezzi estremamente limitati e l’età del film, nulla che non ci si possa aspettare e nulla che possa disturbare la visione. La Onar Films presenta il film in 1.33:1 Full Frame e audio Doby Digital 2.0 in turco. I sotottotitoli sono, come sempre, in inglese e greco moderno.
Dal punto di vista dei contenuti extra, la Onar non manca di offrire le chicche cui ci ha da sempre abituati: innazitutto due trailer inediti (uno per un film dedicato a Kilink, recentemente tornato alla luce, e il secondo per Ringo Gestapo’ya Karsi, un film che pare mescolare Gestapo e Western. C’è da sperare che Bill Barounis della Onar li pubblichi in futuro), quelli di tre film già disponibili nel catalogo Onar, quindi un articolo dal titolo “Turkish Intrigue: Turkish Spy Article” e le consuete galleria fotografica e biografie. Il piatto forte è però un’intervista di 16 minuti all’attore Altan Günbay, che spiega la sua avvenutra nel cinema (140 film, quasi sempre nel ruolo del cattivo) e lo stato del cinema turco di oggi. A completare l’edizione, la riproduzione della locandina.
Data di pubblicazione: gennaio 2010
Regione: 0
Editore: Onar Films
Formato video: 1.33:1 Full Frame
Formato audio: Dolby Digital 2.0
Lingue: turco Turkish Mono
Sottotitoli: inglese, greco
gen 15th, 2010 di Cinemino
RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO21 | GENNAIO’10
free download 16,6mb | 5,0mb | ANTEPRIMA
EDITORIALE di Alessio Galbiati
Il numero è al solito corposo e denso, al solito distante dalle logiche di mercato; non ci troverete i film del momento, che poi in realtà altro non sono che pellicole delle quali ci si dimenticherà in un momento. Dunque sfogliando il numero21 faticherete ad incontrare qualcosa di noto, al limite un paio di articoli vi risulteranno familiari, tutto il resto dovrà trovare la strada del vostro interesse per evitare di provocare sbadigli.
Se ci pensate lo sbadiglio è un fatto davvero contagioso, sbadigliare è un qualcosa che ci trasmettiamo come fosse un virus. Che bello sarebbe raccontare la storia di uno sbadiglio, il suo diffondersi per una grande città ad una velocità incredibile, da persona a persona, e che magari questo stesso sbadiglio alla fine contagi la stessa persona che lo aveva fatto partire. O anche solo tu, che mentre stai leggendo questo editoriale strampalato, ti sei fatto contagiare da questo sbadiglio.
Dunque la speranza è che questo numero divenga un contagioso sbadiglio da scambiare con i vostri amici e conoscenti, e che le visioni in esso consigliate vi riconcilino con il piacere meraviglioso delle immagini in movimento.
Buona visione.
SOMMARIO
04 La copertina di Bennet Pimpinella
05 Editoriale di Alessio Galbiati
06 BREVI appunti sparsi di immagini in movimento di Alessio Galbiati e Roberto Rippa
07 Federico Carra. CONVERSAZIONE. Kiwido edizioni di Alessio Galbiati
14 La natura madre-matrigna. “The Thin Red Line” di Terrence Malick di Alessandra Cavisi
16 Il disincanto di Marco Ferreri di Stefano Andreoli
18 Improvvisamente, troppi inverni fa. L’odissea mai conclusa del disegno di legge sui DICO in “Improvvisamente l’inverno scorso”, documentario di G. Hofer e L. Ragazzi di Roberto Rippa
20 Intervista agli autori: Gustav Hofer e Luca Ragazzi di Roberto Rippa
23 LINGUA DI CELLULOIDE RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE. Il decalogo di kristof kieslowski di Ugo Perri
24 Lasciandosi la paura alle spalle. Un documentario del popolo tibetano sulla condizione del popolo tibetano di Alessio Galbiati
26 Kenneth Anger e il New American Cinema di Francesco Bertocco / DIGICULT-DIGIMAG
28 “Les Parapluies de Cherbourg” et “Les Demoiselles de Rochefort” ovvero il musical secondo Jacques Demy di Monia Raffi
30 UNIVERSAL MONSTER. Il fantasma dell’opera, L’uomo invisibile, Frankenstein, Dracula, L’uomo lupo: I mostri della Universal e la creazione di un genere di Roberto Rippa
36 BENNET PIMPINELLA. Eccentrico e graffiante sperimentatore di Alessio Galbiati
44 ABDICAZIONI. l’archivio letterario di Rapporto Confidenziale a cura di Luca Salvatore
Luca Salvatore – De humani corporis fabrica
gen 10th, 2010 di Roberto Rippa
Improvvisamente l’inverno scorso
un documentario di Gustav Hofer e Luca Ragazzi
una proiezione organizzata da Rapporto confidenziale
GIOVEDÌ 14 GENNAIO, ORE 20.30
CSA IL MOLINO, Lugano, viale Cassarate 8
Ingresso libero
SINOSSI
“Improvvisamente l’inverno scorso” è la storia di Luca e Gustav, una coppia unita da otto anni, e del loro sconcerto quando, improvvisamente, nell’inverno del 2007 in Italia sono stati investiti da un’inattesa ed imprevista ondata di omofobia che ha sconvolto la loro quotidianità.
Nel febbraio del 2007, il governo Prodi, seguendo le direttive dell’Unione Europea e il suo programma elettorale, dopo mesi di discussioni, presenta una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. Le reazioni che questa proposta ha suscitato, politicamente e mediaticamente, erano del tutto inaspettate e sproporzionate.
L’Italia si è quasi immediatamente divisa tra chi era a favore e chi assolutamente contro ai DiCo (il nome del disegno di legge). Reazioni accorate, barricate fumanti e parossismo sino all’intolleranza.
E’ Gustav che cerca di convincere Luca a realizzare un documentario su quanto sta succedendo, incontrando ed intervistando gente comune, associazioni religiose, politici di destra e di sinistra (tra gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, etc.) in occasione di manifestazioni pro e contro e, contemporaneamente, e seguendo per mesi e mesi la discussione generale al Senato.
Con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti.
Il risultato è un’immagine poco edificante e alquanto contraddittoria del Belpaese.
Menzione speciale Festival di Berlino 2008 sezione Panorama
Nastro d’Argento 2009 come Migliore Documentario
Nomination for the Teddy Award 2008
Best Documentary – IDEMFESTIVAL CORDOBA
Best Documentary – TLVFEST Tel Aviv
Best Documentary – Bozner Filmtage
Jury Award – EIDF2008, EBS International Documentary Film Festival, Seoul
Best Documentary – Llamale Uruguay International Film Festival
Nomination Youth Award – SheffieldDocFest
rong>Special Mention – MixMilan Festival
Special Mention – Rencontres Internationales du Documentaire Montréal
Special Mention – LesGaiCineMad, Madrid
dic 29th, 2009 di Mario Verger
Ne avevo sentito parlare, vedendolo moltissimi anni fa. Sia del programma sia di uno degli autori: Alessandro Pultrone. Un personaggio unico, poliedrico, che conosce la TV per bambini meglio di altri essendosi formato con la semplicità di una volta. Il suo curriculum è talmente vasto che è impossibile riassumerlo in poche righe: regista, pittore, ideatore di programmi televisivi, attore teatrale e cinematografico, musicista e cantante, docente di recitazione e… con un figlio recentemente ordinato sacerdote!
L’anno scorso sono andato a trovarlo a casa: e si è aggiunta una sorpresa nella sorpresa: un tipo giovanile e moderno ma con la semplicità neanche di troppo tempo fa, diciamo degli anni ’70, ma che oggi per chi non ama questi ritmi frenetici e usa e getta forse rimpiange…
Quelle due ore di visita, assieme alla mia inseparabile ragazza Awa, sono state intensissime di ricordi aneddotici che Pultrone descriveva di continuo, immersi noi in tele enormi (incredibile un dipinto gigante sul tema della pace con Papa Wojtyla, Madre Teresa di Calcutta, Gandhi e altri) o quadri particolarissimi di soggetti surreali fra i più disparati nei quali si autoraffigura, corroborando la sua attività attraverso iniziative culturali fra comune e provincia con libri e diversi laboratori da lui diretti, il tutto fra odori di colori a olio e fiele di bue, adornati dai suoi enormi pupazzi in cartapesta delle vecchie trasmissioni Rai Anni ’70 che fanno da cornice: un’atmosfera quasi “magica”, da prestigiatore intento ad inventare di tutto con semplicità e fantasia…
Ma passiamo appunto alla TV Ragazzi di un trentennio addietro.
(Alessandro Pultrone in «UFFA!», Rai 1 – 1979)
Ricorderete che nella stagione televisiva autunnale del 1979, Rai 1 mandò in onda nello spazio pomeridiano, subito dopo il nuovo successo di Remi, un programma a carattere quasi d’inchiesta didattica, come un po’ accadeva in quegli anni, intitolato «UFFA! Il Teatrino delle Storie di Casa», creato dagli autori Ezio Pecora, di cui era anche regista, Maria Luisa De Rita, e Paolo Ruspoli.
Rallegrava in studio con scenette e giochi il gruppo «La scatola magica» composto dall’autore-artista Alessandro Pultrone, assieme agli attori Rossella Postorino, Franco Concilio, Claudio Rovagna. Continua la lettura »
dic 21st, 2009 di Mario Verger

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero20 (dicembre 2009), pp.18-23.
Per dare inizio alla nuova rubrica “C’era una volta… la TV Ragazzi” iniziamo a riesumare una vera e propria “chicca” dagli archivi Rai: uno dei primi Speciale Tg1 andati in onda alla fine degli Anni ’70.
Ricordiamo, en passant, ad onor di nostalgica cronaca, i vari rotocalchi giornalistici che si sono succeduti, cambiando nel corso di quest’ultimi trent’anni titoli di testata ma lasciando inalterato il sapore di ‘settimanali di approfondimento’ di attualità del Tg1.
L’antesignano dei vari contenitori Rai, fra i quali i più riusciti forse rimangono Speciale Tg1 e TV7, fu proprio nel 1977 Tam Tam a cura di Arrigo Petacco e Nino Criscenti.
Inoltre, per non dimenticare, i principali programmi realizzati dalla mitica redazione telegiornalistica Rai furono: Almanacco del giorno dopo; Novantesimo minuto; Cronache del Tg1; Tam Tam; Ping Pong; Filo diretto; La Domenica Sportiva; Giorno per Giorno; Tg l’una; Tg1 Prisma; Mercoledì sport; Estrazioni del Lotto; 3 Minuti di…; Speciale Tg1; Check-Up; Do Re Ciak Gulp!; TV7.
Buona (tele) visione…

C’era una volta il 4 aprile 1978, quando, sulla Rete 2, nell’ambito del contenitore “Buonasera con… Maria Giovanna Elmi”, andò inaspettatamente in onda, dopo lo strepitoso successo di Heidi, un nuova serie animata giapponese intitolata Atlas Ufo Robot.
Il genere e la provenienza del cartone rappresentò una grossa novità per i telespettatori italiani dell’epoca, abituati alle produzioni americane, oltre che Disney, di Hanna & Barbera e Warner Bros.
La fautrice di questa scoperta del tutto nuova nel bel paese fu la funzionaria Rai Nicoletta Artom, una pioniera assoluta del cinema disegnato italiano, le cui ricerche erano già anni luce avanti per essere allora compresa dal provincialismo italico, tanto che l’anno seguente, pare, fu “silurata” (per riconoscenza…) da “Mamma Rai” dopo aver difeso a spada tratta la “sua” creatura su TV Sorrisi e Canzoni a seguito del fatto che si erano mossi sociologi, pedagoghi e perfino politici con le loro puerili quanto errate teorie, giudicando i cartoni giapponesi “violenti, diseducativi e per di più fatti al computer”; un po’ come se, per un’altra Arte, si lasciasse giudicare l’elevatezza della musica di Mozart e Bach come “strana, incomprensibile e per di più prodotta elettronicamente” soltanto perché viene analizzata da persone che a malapena riescono a cogliere l’orecchiabilità delle canzoni di Pupo e Toto Cutugno… E se misconosciuto è il linguaggio dell’animazione perfino più conosciuto è quello della musica: ora, chi non capiva prima, non potrà più dire di non capire! Continua la lettura »
dic 17th, 2009 di Cinemino

Open Doors 2010: Asia centrale
Dopo la Cina nel 2009, il prossimo laboratorio di coproduzione Open Doors sarà dedicato all’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan.
La sezione Open Doors, organizzata grazie al patrocinio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri (Svizzera), mira ad aiutare i registi e i produttori dei progetti selezionati a trovare partner di coproduzione, in particolare europei, e a realizzare il loro film. L’edizione di quest’anno vedrà il debutto della nuova responsabile della sezione: Martina Malacrida, 32 anni, laureata in storia ed estetica del cinema, giornalista e collaboratrice del Festival da diversi anni.
Secondo Olivier Père, direttore artistico del Festival, «La ‘nouvelle vague’ cinematografica dell’Asia centrale, emersa negli anni Novanta, è già lontana. Oggi, cineasti giovanissimi, formatisi nel ramo del cortometraggio o provenienti dall’arte contemporanea, attendono un ritorno di interesse per la regione e sperano che i loro progetti possano imboccare la strada della coproduzione europea, arrivare ai festival e incontrare i favori del pubblico. Il Festival di Locarno ha storicamente avuto un ruolo fondamentale nella scoperta di grandi autori centroasiatici, come Aktan Abdikalikov, Darezhan Omirbayev e Djamshed Usmonov; l’edizione di quest’anno mira a scoprire talenti altrettanto importanti.»
Le iscrizioni per l’edizione 2010 di Open Doors, riservate ai paesi dell’Asia centrale, si apriranno a gennaio sul sito www.pardo.ch. Una rosa di circa dieci candidati sarà invitata a partecipare alla Open Doors Factory, che avrà luogo durante il prossimo Festival di Locarno. Parallelamente, gli Open Doors Screenings daranno la possibilità anche al pubblico del Festival di conoscere la cinematografia centroasiatica mostrando le opere già realizzate dagli autori invitati al workshop e una rassegna di film rappresentativi della produzione recente di questa area geografica. Una tavola rotonda riunirà inoltre per l’occasione cineasti e produttori provenienti dall’Asia centrale.
La 63. edizione del Festival internazionale del film di Locarno avrà luogo dal 4 al 14 agosto 2010.
dic 16th, 2009 di Cinemino

RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO20 | DICEMBRE’09
free download 12,9mb | 5,62mb | ANTEPRIMA
EDITORIALE di Alessio Galbiati
«L’attuale crisi delle democrazie borghesi implica una crisi delle condizioni determinanti per l’esposizione di coloro che governano. Le democrazie espongono colui che governa immediatamente, con la sua persona, e lo espongono di fronte ai rappresentanti del popolo. Il parlamento è il suo pubblico! Con le innovazioni delle apparecchiature di ripresa, che permettono di far sentire, e poco dopo di far vedere, l’oratore a un numero illimitato di spettatori, l’esposizione dell’uomo politico di fronte a queste apparecchiature di ripresa assume un ruolo di primo piano. Si svuotano i parlamenti, contemporaneamente ai teatri. La radio e il cinema modificano non soltanto la funzione dell’interprete professionista ma anche, e allo stesso titolo, quella di coloro che, come i governanti interpretano se stessi. L’orientamento di questa modificazione è lo stesso, a parte i diversi compiti particolari, per l’interprete cinematografico e per colui che governa. Esso persegue la produzione di prestazioni verificabili, anzi adottabili, in determinate condizioni sociali. Ciò ha come risultato una nuova selezione, una selezione che avviene di fronte all’apparecchiatura; da questa selezione escono vincitori il divo e il dittatore».
Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi, Torino 1966, nota 20, p.53.
«Il problema primo è rendersi conto che ogni critica rischia di essere la freccia che Stallio e Ollio si portano a spasso per il labirinto. La freccia, segno di ogni mascheramento ideologico. Il problema primo del labirinto è di essere aperto all’infinito, senza limiti, come in mille modi ha mostrato Borges; per cui appunto anche una freccia piantata per terra è in realtà sospesa nella mancanza di senso».
(Storia del) Falcone in Il falcone maltese. Anno III – n° 8 – gennaio 1976, p.43.
Nemmeno mi pare possibile, ma Rapporto Confidenziale esiste da due anni. Tanti? Pochi? Non saprei.
In questo arco di tempo abbiamo fondamentalmente costruito una casa, un luogo dove poter parlare di cinema in totale libertà. Il termine è abusato e fuorviante, con esso intendo l’applicazione costante del proprio libero arbitrio, che non sempre è un qualcosa di democratico. L’emancipazione dal cinema in quanto prodotto commerciale è essenziale per ri-portare a nuova vita un’arte sempre più svilita dall’industria che la produce; per questo del mercato, delle novità e del box office non trovate traccia su Rapporto Confidenziale.
Due anni sono inevitabilmente un nuovo inizio.
Buona visione.
SOMMARIO del NUMERO20
04 La copertina di Max Trudolubov
05 Editoriale di Alessio Galbiati
06 BREVI appunti sparsi di immagini in movimento di Alessio Galbiati e Roberto Rippa
07 Conversazione con Carmine Amoroso di Alessio Galbiati
12 • Come mi vuoi (1996) • Cover Boy. L’ultima rivoluzione (2007)
15 LINGUA DI CELLULOIDE I MOSTRI (Dino Risi) cineparole di Ugo Perri
16 Un prophète di Roberto Rippa
17 A Serious Man di Roberto Rippa
18 Tg1 Tam Tam: «Heidi, Goldrake, Harlock and Co.» – 5/Aprile/1979 di Mario Verger
24 Video Letter: quando il video diventa coscienza di Francesco Bertocco / DIGICULT
28 Nìguri di Alessio Galbiati
29 Conversazione con Antonio Martino di Alessio Galbiati
34 L’ELENCO DI n COSE – classificazione enciclopedica del nulla #2 a cura di Gregory Arkadin
ANTI AUGURI. 9 film necessari per uscire mentalmente indenni dal Natale.
38 Scerbanenco by Numbers di Alessio Galbiati
39 Intervista a Stefano Giulidori, regista di Scerbanenco by Numbers di Alessio Galbiati
44 ABDICAZIONI. l’archivio letterario di Rapporto Confidenziale a cura di Luca Salvatore
William S. Burroughs – Lo chiamavano il prete